Jelly cocktail finché zombie non ci separi

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Il cocktail finché zombie non ci separi nasce come omaggio all’omonimo, divertente libro ed è anche il responsabile dei continui ritardi che questa povera, innocente recensione ha subito.

Ovviamente non è colpa della mia tendenza a procrastinare e del fatto che non essendo riuscita a far foto decenti ho lasciato prevalere la pigrizia, no no.

Tornando a libro e cocktail, o meglio jelly cocktail, dovete sapere che qualche tempo fa una gentilissima responsabile della multiplayer.it edizioni mi ha contattata entusiasta per la mia torta “finché morte non ci separi” chiedendomi se fossi disposta a recensire il primo libro della trilogia che stavano pubblicando.

Ora, gli zombie non sono il mio tema preferito ma sapete come si dice della vanità e del resistere a tutto tranne che alle tentazioni… insomma ho impiegato ben 10 secondi di attenta riflessione prima di saltellare davanti al computer e digitare una risposta sobria e pacata (certo come no).

Vi anticipo che sulle prime mi ero quasi pentita di aver accettato ma per ora che sono giunta a metà libro ero così contenta di averlo fatto che ho iniziato a spremermi le meningi per pensare a qualcosa di carino da abbinare. Così è nato il “jelly cocktail finché zombie non ci separi”. Se siete curiosi di leggere recensione e ricetta… saltate il break 😀

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E dopo la breve e concisa (ah ah ah) introduzione una piccola premessa (questa volta culinaria): io sono praticamente astemia e questo jelly cocktail è stato concepito per essere semplice, fresco e gradevole ed alla portata di chi non ha un assortimento da barman in casa 🙂

E se non avete calici da vampiro sotto mano non scoraggiatevi, farà comunque una gran figura al prossimo halloween (o al prossimo raduno dei negromanti anonimi, fate voi ^_- )

Partiamo quindi con il libro “Finché zombie non ci separi”

Contrariamente a quello che si potrebbe temere non è un’opera con zombie romantici (aaarggh) o che improvvisamente luccicano al sole, ma è una allegra parodia dei manuali di self-help per coppie in crisi ambientato in una classica, collaudata e adorabile apocalisse zombie.

Dovendolo definire direi che è un cocktail leggero e piacevole, con una base di splatter, abbondante ironia, un pizzico di satira, una spruzzata di avventura ed un’ombra di romanticismo appena accennata ma che ha il suo perchp d’essere. Una lettura perfetta per far rabbrividire i vicini di ombrellone e farsi riconoscere immediatamente come geek impenitenti anche d’estate 🙂

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I protagonisti sono una coppia americana in crisi, così tipica, ma così tipica, che sulle prime ho tifato per gli zombie.

Lui, David, appare come una specie di paramecio incrociato con un bambinone, Sarah invece è un’isterica aggressiva cui si vorrebbe sfondare il cranio con un maglio da fabbro.

Questo unito ad un inizio un po’ zoppicante e con descrizioni leggermente troppo lunghe per i miei gusti mi stava comprensibilmente sfiduciando.

Invece capitolo dopo capitolo seguire queste due persone normali, più che normali, alle prese con problemi quotidiani (ad esempio come fare benzina ed evitare di venire mangiati da un branco di morti viventi) non si può fare a meno di affezionarsi a loro.

La scrittura scorre via via più fluida, i guai si intensificano, le novità aumentano e la curiosità del lettore viene amorevolmente nutrita dall’autrice fino al fatidico stadio in cui ci si scorda di guardare l’orologio perché “ancora un capitolo e vado”.
E poi ci sono i consigli di inizio capitolo, indirizzate a tutte le coppie in crisi che si trovino a fronteggiare un’apocalisse zombie, come ad esempio:

Non andate a letto arrabbiati, meglio terrorizzati.
E la mia preferita:

Chiedete sempre le cose con gentilezza .“Per favore”, tesoro, uccidi quello zombie, ho finito i proiettili

(frase che io mi immagino sempre sillabata a denti stretti da qualcuno in corpo a corpo con un non morto. Non chiedetevi perché, non volete saperlo, attribuitelo alla vodka.)

Insomma non solo la lettura scorre piacevole ma ci si trova finalmente a pensare che, in fondo in fondo, se ce l’hanno fatta quei due in caso di apocalisse zombie potremmo scamparla anche noi. Ed in un periodo in cui accendendo la tv si trovano solo donne in carriera e poliziotte che inseguono criminali saltellando agili come gazzelle con il tacco 12 non è un pregio da poco.

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Ed ora passiamo alla ricetta:

Ingredienti del jelly cocktail finché zombie non ci separi

  • 100g sciroppo di amarena
  • 400g acqua
  • 200g vodka
  • gelatina in fogli quanto basta (io ne ho usati 7 fogli ma dipende da marca e peso)
  • mezzo cucchiaino di aroma all’arancia (3-4g circa)
  • un cucchiaio di zucchero (opzionale)
  • 6-10 mezze noci (per decorare)

Leggendo il libro una descrizione ricorrente è quella del sangue nerastro che cola dalle ferite degli zombie, quindi unendo questa immagine alla cosa più simile ad un cervello che esista in natura è nata l’idea del cocktail all’amarena.
Se volete un effetto ancora più rosso e sanguigno ripiegate sul mirtillo rosso, le dosi rimangono le stesse.
Io sono stata fortunata, la gentilissima Lella Saggese de “le storie della frutta secca” (che ringrazio di cuore) ormai mi conosce e non ha battuto ciglio quando ho chiesto di scegliere le noci sgusciate più simili a cervelli. Se voi non doveste avere commercianti altrettanto pazienti vicino casa vi toccherà pulirne un po’ facendo attenzione a non romperle.

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Preparazione del jelly cocktail finché zombie non ci separi

Scaldate mezzo bicchiere dell’acqua (15 secondi nel microonde o in un pentolino) e scioglieteci accuratamente la gelatina precedentemente ammollata e strizzata.
Unite l’amarena, la restante acqua, aromi e zucchero, poi aggiungete la gelatina sciolta ed infine la vodka (meno entra in contatto con un liquido caldo più alcool rimarrà)

Dopo di che riempite per un terzo lo stampo scelto e fate solidificare in frigo. Dopo circa mezz’ora aggiungete la noce premendola perché affondi un poco ed aggiungete il restante liquido. Se invece volete servirlo come bicchieri fate l’inverso: riempite per tre quarti il calice, fate solidificare il vostro jelly cocktail zombie in frigo, dopo di che fissate la noce e coprite. Se la noce dovesse galleggiare sistematela il più in centro possibile e tenete un pochino di liquido da parte (un cucchiaio per calice) per aggiungerlo sopra a formare un velo di gelatina sanguigna quando si sarà solidificato il resto. (a me sono capitati entrambi i casi e vi assicuro che l’effetto è comunque molto buono)

Dopo di che servite e godetevi le espressioni dei commensali, o della vostra dolce metà.

Spero che la recensione di finché zombie non ci separi ed il jelly cocktail vi siano piaciute e vi abbiano divertito. Se poi realizzerete qualcosa a tema segnalatemi i vostri lavori sarò felice di pubblicarli sulla pagina facebook di sweet&geek 🙂

 

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