Dolci del Ducato di Roccanera – torta e cupcake per grv

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Ecco a voi i dolci del Ducato di Roccanera. Ai più non dirà nulla, anche spiegando che sono stati realizzati per una partita di gioco di ruolo dal vivo, trasportati in una cassa adatta allo stile fantasy-medievale dell’evento e che raffigurano appunto lo stemma del Ducato di Roccanera (cui i personaggi appartengono) ed il simbolo di Harald.

Chi non ha partecipato ad uno di questi eventi ludico-teatrali, dove ognuno recita a soggetto forse avrò difficoltà a seguirmi. Ma immaginate questa storia:

Dopo tanto tempo i cavalieri di Morgestern (i templari della situazione) tornano alla precettoria di Torea per dar nuovo fasto. dalla città arrivano i preti ed i mercanti, maghi ed alchimisti. Giungono nobili e dame, i bardi preparano uno spettacolo di burattini, i guerrieri si sfidano ad un torneo di pallateschio (non volete sapere di che si tratta, fidatevi) ed il male è in agguato, subdolo e strisciante, con veleni, non morti, orchi ed eretici.

Il tutto condito dalla giornata più orribilmente calda dello scorso luglio (si parlo di 1 anno fa) nella bellissima cornice del parco storico del Lago del Bosco. E da una piccola sacerdotessa suicida (a caso) che ha deciso di portare dei dolci per festeggiare degnamente il ritorno dei cavalieri…

Vi ho incuriositi abbastanza? saltate il break allora e seguitemi fra i ricordi ed i dolci… o i dolci ricordi, a scelta 🙂

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Il primo problema da affrontare in questi casi è conciliare un minimo di plausibilità con l’ambientazione ed il rispetto del luogo. I pirottini erano fuori discussione, ma anche i cupcake nudi e crudi non sono facilissimi da mangiare, specie questi cupcake al limone (con frosting alla vaniglia. E poi trasportarli “nudi e crudi” non era il top per cui ho optato per cuocerli dentro la cialda di delle coppette da gelato. Pratico e assolutamente ecologico 😉

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 Forse vedendo questa foto potrete immaginare come mai mi manchi tanto la mia ex associazione di grv.
Ma bando alla tristezza qui potete notare la Scatola. E’ una cosa fantastica e molto ecologica e ha mantenuto i dolci intatti per 4 ore sotto il sole a 40° e passa (e non per modo di dire purtroppo). si tratta di una scatola di cartone rivestita internamente con 5cm di polistirolo, ricoperta di stoffa e foderata in fondo con due vaschette per mozzarelle (tutta roba che il supermercato avrebbe buttato) che tenevano i siberini staccati dai dolci. Ci credete che dalle 2 di pomeriggio alle 1 di notte è rimasta fredda, talmente fredda da raffreddare una bottiglia calda messa all’interno a metà serata? E che tutt’oggi batte alla grande tutte le mie borse termiche?

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Quisquilie e pinzillacchere a parte (o.m.g. lo spirito della mia prof delle medie si è impossessato di questa tastiera) questa torta non è certo una delle mie preferite ma ha i suoi pregi. In primis è velocissima da montare. Secondariamente mi è valsa onore e gloria a imperitura memoria più un sacco di oboli per la chiesa di Harald

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Per i meno avvezzi al concetto di gioco di ruolo vi consiglio di immaginare qualcosa che ha a che fare con la commedia dell’arte ed il vivere un’avventura interpretando (facendo finta di essere) qualcun altro in un altro mondo. In quello in cui ci muovevamo ci sono tutte una serie di cose alternative. Dall’Impero ed i suoi Ducati al posto delle più prosaiche regioni italiane fino ad una chiesa totalmente fantasy (non si vuole certo insultare la sensibilità di qualcuno con un gioco no?) che ha al centro del culto Harald, il Primo Imperatore. Una specie di Divino Giulio Cesare del caso se vogliamo 😉

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E proprio nel suo nome il mio personaggio (il mio alter ego in quel mondo) ha ben pensato di preparare dei dolci. La torta è semplice pan di spagna al cioccolato bagnato con sciroppo di rum e farcito con bavarese cioccolato e rum

Il tutto rivestito con frosting alla vaniglia e pasta di zucchero.

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La cosa più divertente da fare ovviamente è stato lo stemma ducale. Qui potete ammirare una stampa della versione digitale (sempre creata da me su indicazione degli organizzatori) e la sua controparte in pasta di zucchero. Per farla non ho usato altro che il taglierino, un coltello ed il pennarello alimentare nero.. infatti i rilievi sono parzialmente modellati e parzialmente colorati, ma davano un effetto meraviglioso

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Tutt’altra faccenda è stata invece la corna ducale. Non nego di essermi divertita a realizzarla ma ho anche imprecato tutti i santi perchè avevo pochissimo tempo e far seccare i riccioli dei fiori bottonati è stata un’impresa (anche con l’ausilio dei maccheroni)

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Considerando che all’epoca avevo solo il bianco e l’oro tutte le sfumature sono state ottenute diluendo altri colori dando così un effetto prezioso anche alle gemme (qui il flash è molto sparato ma insomma…). Anche qui ho dato dei lavaggi di due diversi colori e sono passata in ultimo per un rapido ritocco creando dei punti luce come ho spiegato nel tutorial per i colori metallizzati e pasta di zucchero. Certo essendo un dolce per il gioco sono andata un po’ di fretta ma l’impatto a prima vista era notevole, nonostante tutte le imperfezioni che ci trovavo/e ci trovo tutt’ora).

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Per rifinire i bordi, che sono poi un punto dolente per tutti, sono ricorsa ad un nastrino in pasta di zucchero e nei punti di giunzione ho aggiunto dei fiocchetti incollando sia loro che i simboli che lo stemma con un poco di colla alimentare (acqua e gomma arabica in polvere)

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Ed eccoci qui, pronti ed in attesa dei fedeli affamati ed assetati (nelle bottiglie c’erano degli infusi di frutta).
Non so se attraverso le sole foto possiate vedere la magia. Una magia perché sullo stesso tavolo ci sono una tovaglia da un euro sopra uno scampolo di stoffa rovinata, delle lanterne poco pratiche ed alcune realizzate con carta di riso e barattoli, insieme a bottiglie e bicchieri di coccio da souvenir. E poi c’è la tovaglia bianca e rossa da altare, con le lanterne degli avventurieri, alcune dono di un elfo artigiano, ci sono bevande per avventurieri stanchi e calici da condividere passandoli di mano in mano per scacciare l’arsura, per cercare un momento di allegria in un mondo che sprofonda sempre più nelle tenebre e nel caso.

Ci sono dei dolci per i quali vale la pena di fermarsi a fare due chiacchiere, prestare servizio, fare promesse, versare un obolo. Bocconi prelibati da offrire agli amici quando cala la sera.
E conservare un bellissimo ricordo, di momenti irripetibili ed impagabili

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Spero che i Dolci del Ducato di Roccanera vi siano piaciuti ed il mio racconto non vi abbia tediato.

“E Se vana e sciocca sembrò la storia,
Ne andrà dissolta ogni memoria,
Come di nebbia se il sole appare;
Se ci accordate vostra clemenza,
Gentile pubblico, faremo ammenda.”

arania

Per le foto si ringraziano il mitico Elfotografo Attilio Leonee e tutti i giocatori di Guerre del Caos

La citazione finale è ovviamente  il sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare

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