Carrot-tiny – Delizia del viandante

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E dopo attente votazioni su fb ecco i Carrot-tiny, ovvero la delizia del viandante alle carote! (tutti abbiamo apprezzato l’idea del geek amico Lorenzo Fossetti di battezzarli C4- Cute Carriable Carrot Cake, ma temevo  non l’avrebbe capita nessuno ^_^ così alla fine ho scelto il nome proposto da Kuun Vaalea ).
Impossibile non citare anche l’idea di Enrica Borrella: Carota elastica –  perfetta per accompagnare l’immancabile carne secca da viaggio e il rimpinzimonio; ideale per le missioni che hanno come meta la cattura di Bugs Bunny o del Bianconiglio.

Perché poi delizia del viandante? Si tratta di un dolce economico e resistente al trasporto in un sacco, tanto per cominciare, il suo sapore speziato e fragrante ha un che di medievale ed in più  nasce come torta ligh di carote ma va benissimo nel formato muffin, è vegano, zero colesterolo praticamente privo di grassi (sia animali che vegetali).
Il suo colore bruno ed il sapore speziato lo rendono particolarmente adatto ad una tavola in stile medievale, può essere mangiato al naturale o rifinito con una glassa al formaggio, magari all’arancia (io non lo faccio mai) o semplice zucchero a velo.

Ultimo e non ultimo la delizia del viandante alle carote è l’ideale se piacciono i dolci molto umidi e saporiti che non richiedono ulteriori farciture. Vi ho allettato abbastanza? Allora saltate il break

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Tutorial Cthulhu al Forno di melanzane

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Il Tutorial Cthulhu al Forno  è l’ideale nel caso in cui dobbiate:

  1. disfarvi di del pane secco e vari avanzi di formaggio
  2. terrorizzare i vostri ospiti che NON amano il dolce
  3. rendere delle melanzane in qualcosa che causa perdita di punti sanità mentale
  4. portare qualcosa ad un pic nic
  5. kraken

E per quelli che se lo stessero chiedendo, Kraken è sempre una risposta. E soprattutto Ya Ya Cthulhu fhtagn!
Nel malaugurato caso non capiate di cosa sto parlando vi rimando al post sul mio Cthulhu al Forno. Se invece siete qui perché adorate le melanzane (e i kraken) e siete invasi dal pane vecchio (fhtagn!) saltate pure il break per la ricetta

Quello che vi posso dire è che io *non* amo le melanzane ma avevo una cassa delle medesime da smaltire quando ho creato questa ricetta e, per i Grandi Antichi (ma anche per Toutatis) mi piace tantissimo. E poi è estremamente light oltre che un buon modo per gabellare melanzane a chi non ama la verdura.

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Cthulhu al Forno

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Ya Ya Cthulhu fhtagn! Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn! Ya Ya Cthulhu fhtagn!

Chtulhu al forno, il pasto per colui che non teme di perdere sanità mentale perché le ha detto addio da un pezzo!
Ma chi è Chtulhu? Perchè assomiglia ad un kraken? E come mai ha un nome impossibile da scrivere con tutte le H a posto?
Effettivamente se non siete fan di H.P.Lovecraft ed avete trovato un po’ ripetitivo il suo ricorso a “orrori inimmaginabili e indescrivibili” (ammettiamolo, anche lui trovava impossibile comunicare chiaramente ciò che lui immaginava benissimo e quindi è ricorso a questa scorciatoia) potreste esservi persi LUI, il Sacerdote dei Grandi Antichi, colui che attende sognando nella perduta città di R’lyeh. Dato che Lovecraft doveva avere una vera fobia per il mare e le sue creature (basti pensare alla razza degli uomini pesce) ha descritto questa creatura come vagamente antropomorfa, con una testa formata da una sacca molliccia simile a quella di un polpo e dotata di molti tentacoli.

Se non temete per la vostra sanità mentale e volete vedere altre foto saltate il break (non mi assumo responsabilità) se invece siete solo curiosi di capire come sia fatto questo Cthulhu al forno (prevalentemente con pane e melanzane) saltate QUI per la ricetta

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Sweet&Geek fra i migliori foodblogger italiani

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Così ha decretato Pragmatiko in questo articolo: i 50 migliori food blog(ger) italiani

Ed i più attenti diranno, grazie tante eh? l’articolo è del 26 novembre. Ed io risponderò: ma se seguite questo blog saprete che la puntualità non è fra le mie migliori virtù e poi dopo l’esultanza e la condivisione a mezzo facebook mi ero dimenticata di quella che è la vetrina ufficiale del blog.

Ma come spesso accade ci sono persone che ti riportano coi piedi per terra e con le festività natalizie-invernali queste persone si concretizzano nella figura di parenti non nativi digitali che ti dicono “scusa ma sei finita fra i 50 migliori food blog italiani, perché non l’hai detto a nessuno?”
Al che uno realizza di averlo scritto si ma sulla volatile bacheca di un social media, mentre certe soddisfazioni andrebbero fissate per lo meno sulla pagina che le ha portate no?
Così facendo il rituale spoglio di fine anno delle cose positive mi trovo a ringraziare chi mi ha spinto ad aprire questo blog, gli amici che hanno dato una mano e tutti quelli che sono passati commentando, che mi hanno ringraziata, che hanno preso spunto ed ispirazione da queste pagine. Perché anche se non è un lavoro ha dato bellissime soddisfazioni, occasioni preziose ed assurde (come fare il dolce di matrimonio per un amico che vive dall’altra parte d’Italia) ed in generale è stata, è una cosa bella. A quasi un anno dall’apertura posso dire che son soddisfazioni. Ed ora basta, lo zucchero sta bene nei dolci 😉

Grazie a tutti per essere arrivati fin qui, tutti insieme allegramente ^_^

P.S.
Il grembiule personalizzato è il regalo della bellissima Barda Bianca (si ormai la chiamerò per sempre così anche se all’anagrafe ha un altro nome 🙂 ) realizzato dai ragazzi di MainstreamWear che vi raccomando caldamente se avete geek-progetti per magliette, grembiuli e tutto quanto possa essere stampato. Considerando che lavorano assieme ad una tipografia c’è ben poco che non siano in grado di realizzare ed io ve li raccomando caldamente 🙂

Biscotti di vetro colorati due tecniche infallibili

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Biscotti di vetro colorati due tecniche infallibili perchè:

La prima tecnica utilizza l’isomalto la seconda le caramelle
Entrambe permettono un risultato scenografico con diversi livelli nel gusto e nella difficoltà.
In foto potete vedere a sinistra un biscotto di vetro fatto con le caramelle, a destra quello con l’isomalto.
Ma quali caramelle? che pasta di biscotto usare? e come colorarlo? A questi ed altri interrogativi risponderò dopo il break Continue reading »

Tutorial vetro di zucchero trasparente con isomalto

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Vetro di zucchero trasparente con isomalto.

Ho letto fin troppi tutorial che promettono di fare del vetro di zucchero con acqua e zucchero, mi dispiace dirlo ma quello si chiama caramello. Per carità è buono da mangiare, ma è ambrato o perfino bruno, mai trasparente a meno di non volere una pappina semi solida e molto appiccicosa.Ho realizzato così i vetri delle finestre di Casa Baggins e ho fatto tutte le prove possibili per cui fidatevi se volete quel bell’effetto vetro da serial killer che si ammira nei cupcake di Dexter o nella mia torta testa zombie rassegnatevi a cercare l’isomalto.

Se l’argomento vi interessa, se volete fare gemme realistiche, biscotti di vetro impeccabili e tutto ciò che può esserci di doliciario e trasparente o magari per degli effetti speciali per una recita (una finestra da sfondare ad esempio) saltate il break

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